ABORTO. Le conquiste delle ragazze di ieri, la solitudine delle ragazze di oggi.
Un dibattito con le operatrici dei consultori laici autogestiti di Milano e con le ginecologhe Daniela Fantini e Anna Uglietti. Video, foto, testimonianze.Aborto farmacologico, luci e ombre
Il convegno “Aborto farmacologico, luce e ombre” si è tenuto l’8 aprile 2011 a Roma, organizzato dall’Aogoi (Associazione ostetrici ginecologi ospedalieri italiani) con il supporto di Nordic Pharma, la ditta distributrice della Ru486.
Ginecologi e epidemiologi hanno parlato non solo di RU486 e delle difficolta’ che si incontrano a renderla effettivamente accessibile in Italia (con poche eccezioni, tipo Emilia Romagna), ma anche, piu’ ampiamente, di IVG (interruzione volontaria di gravidanza) in Italia e in Europa, di legislazioni e tecniche diverse e anche di obiezione di coscienza. Il focus principale, pero’, erano l’Italia e il Lazio.
E’ possibile ascoltare la registrazione integrale del convegno sul sito di Radio radicale.
Indirizzi e informazioni utili
Dal sito dei consultori privati laici della Lombardia:
Elenco delle strutture di Milano e provincia, indirizzo, giorni, orari, telefono per ulteriori accoglienza, n. di donne accolte, modalità anestesia, trasporto pubblici, eventuali limitazioni, documenti necessari.
Ecco quali disturbi possono comparire in linea di massima nei giorni successivi ad una interruzione di gravidanza con metodo chirurgico. L’elenco, a cura del Ced, comprende il minimo e il massimo delle reazioni poiché la variabilità soggettiva nelle risposte impedisce di stabilire una regola fissa valida per tutti i casi.
Roma: Per l’autodeterminazione e la libertà femminile
Per l’autodeterminazione e la libertà femminile: ieri, oggi e domani.
Le lotte delle donne sono stati decisive per l’affermazione della loro libertà e di molti diritti:
- nel 1970 viene approvata la legge sul divorzio, confermata dal referendum nel 1974;
- nel 1971 l’Aied ottiene l’abrogazione del reato di propaganda e uso di contraccettivi;
- nel 1975 si approva la riforma del diritto di famiglia, si istituiscono i consultori familiari e la Corte Costituzionale sancisce il primato della salute della donna sulla tutela della vita prenatale;
- nel 1978 viene approvata la legge n.194 sull’interruzione di gravidanza, che sarà confermata dal referendum del 1981.
ABORTO: RU486; SEL, NUMERO TELEFONO CONTRO PROBLEMI ACCESSO
ABORTO: RU486; SEL, NUMERO TELEFONO CONTRO PROBLEMI ACCESSO (ANSA) – MILANO, 16 GIU -
Sinistra Ecologia e Libertà ha attivato un numero di cellulare a cui le donne potranno rivolgersi in caso abbiano problemi nell’accedere all’interruzione volontaria di gravidanza, alla pillola abortiva RU486 o anche della pillola del giorno dopo.Il numero da fare è il 3313937224.
Lo sportello telefonico di ‘denuncia’ sarà attivo negli orari di ufficio e costerà come una telefonata ad un cellulare: al telefono risponderanno volontarie di Sinistra Ecologia e Libertà .
Il numero telefonico, soprannominato ‘Salute e liberta”, è stato lanciato a Milano perché “in Lombardia – ha detto Chiara Cremonesi, consigliera lombarda di Sel – la legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza è messa a dura prova da una percentuale altissima di obiettori di coscienza, mentre la Ru486 viene somministrata con ricovero obbligatorio di tre giorni quando il day hospital è spesso utilizzato anche per interventi più invasivi”.
Aborto farmacologico. Una testimonianza
Volantinaggio davanti alla Mangiagalli di Milano per distribuire il volantino informativo sulla ru486 e per denunciare che in questo ospedale, a differenza di altri, si rispetta la legge 194, con la testimonianza di una giovane donna alle prese con l’aborto farmacologico.
volantinaggio alla Mangiagalli, dove non si manda via chi chiede di abortire
Giovedì 3 giugno, dalle 8 alle 10 circa, faremo un volantinaggio davanti a “La Mangiagalli“. Oltre a distruibuire il volantino informativo sulla ry486, ecco cosa andremo a dire:
Ogni giorno le ginecologhe e i ginecologi non obiettori di coscienza della clinica Mangiagalli di Milano devono rispondere alla richiesta di interruzione di gravidanza da parte di pazienti respinte dagli altri, soprattutto quelli in provincia di Milano. Che non le accettano perché “non hanno posto” oppure “non lo fanno nel mio ospedale”.
Questo vale sia per la pillola abortiva RU486, ma anche per l’interruzione di gravidanza chirurgica.
Qui in Mangiagalli si accettano 35-36 IVG alla settimana, più gli aborti oltre il primo trimestre per anomalie fetali (essendoci un affollato centro di diagnosi prenatale) più le richieste di aborto farmacologico con l’RU486 (per ora molto poche, vista la modalità di ricovero ordinario per tre giorni richiesta dalle istituzioni regionali e statali, una procedura disincentivante e non giustificata da evidenze scientifiche). Così si creano lunghe liste d’attesa, mentre in altri ospedali non si garantisce l’assistenza dovuta.
Tutte le strutture ospedaliere dovrebbero essere tenute per legge a fornire il servizio, nonostante sia garantita anche l’obiezione. E’ scritto nella legge 194 all’articolo 9: Gli enti ospedalieri e le case di cura autorizzate sono tenuti in ogni caso ad assicurare lo espletamento delle procedure previste dall’articolo 7 e l’effettuazione degli interventi di interruzione della gravidanza richiesti secondo le modalita’ previste dagli articoli 5, 7 e 8. La regione ne controlla e garantisce l’attuazione anche attraverso la mobilita’ del personale.
Così, mentre in Mangiagalli si fa ciò che è prescritto dalla legge 194, pur tra mille difficoltà, molte altre strutture sono inadempienti e violano il diritto alla salute, che è un diritto costituzionale.
Chi governa la sanità in Lombardia non fa nulla per rimediare a questo mancato adempimento della legge. E la violazione del diritto alla salute si traduce in violenza sulle donne.
Come controllare che la legge venga applicata da tutti gli ospedali in misura adeguata alle richieste del loro territorio?
Crediamo che quando un diritto è messo in discussione il problema sia della collettività, non solo del singolo individuo.
Tu che cosa ne pensi?
In Lombardia: Bonus per le donne che non abortiscono
Sarebbe questo il modo per “aiutare le famiglie”? Dite la vostra.
[Da "L'Unità"] Un bonus di 250 euro al mese, 4500 euro in un anno e mezzo, per le donne che rinunciano ad abortire pur vivendo in condizioni economiche difficili. È il contributo che erogherà la Regione Lombardia, la cui giunta ha varato oggi un provvedimento sperimentale che va nella direzione indicata da tempo dal presidente, Roberto Formigoni. «Nessuna donna – ha detto il governatore – dovrà più abortire in Lombardia a causa delle difficoltà economiche».
Roma – BUON COMPLEANNO LEGGE 194, BENVENUTA RU486
Il 22 maggio 1978, dopo una lunga stagione di lotta femminile e femminista, entrava in vigore la Legge 194 sull’interruzione volontaria della gravidanza.
Trentadue anni dopo siamo ancora qui, per difendere la nostra libertà di scelta, per ribadire il nostro diritto ad una sessualità libera e consapevole.
BUON COMPLEANNO LEGGE 194, BENVENUTA RU486
SABATO 22 MAGGIO 2010
a partire delle ore 15
TUTTE IN PIAZZA TRILUSSA (Trastevere)
Per una festa che sia anche un momento di riflessione e di lotta contro i continui attacchi di chi ci vuole precarie, disoccupate, imprigionate in casa e ridotte a meri contenitori di gravidanze. Nessun compromesso politico sul corpo delle donne.
Organizzano:
Collettivi di donne, femministe e lesbiche; Associazioni di donne e singole.
